Natale 2009: un viaggio stavolta doloroso - Associazione Prometeo

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Natale 2009 al Budimex: diario di un viaggio stavolta doloroso!
 
DIARIO DI VIAGGIO.
“…e penso a quanto sarebbe bello poter avere una bacchetta magica che ci faccia scomparire da quel posto”.
 
Oggi 04.12.2009 iniziamo il viaggio che anche quest’anno ci porta in Romania e precisamente all’ospedale Budimex, per regalare ai piccoli ricoverati nel reparto di oncologia pediatrica, una giornata diversa.
Come inizio non promette bene, abbiamo problemi con i bagagli a mano, siamo costrette ad inserire la borsetta nel trolley senza riuscirci nonostante grandi sforzi, nel frattempo tutti gli altri viaggiatori ci superano. Quando stiamo per rinunciare ecco arrivare un signore che non ha alcun bagaglio e che gentilmente ci da una mano, così tra vari stratagemmi incuranti delle proteste del controllore riusciamo a salire sulla navetta che ci porta all’aereo.
Il viaggio è tranquillo e la signora che mi siede accanto cerca immediatamente di intrattenere una conversazione. Lei è rumena vive in Italia da più di 4 anni, all’inizio ha fatto la badante ad una nonnina che poi purtroppo è morta, da circa 2 anni è divenuta la babysitter di due bambine una di 2 anni e 1 di 6.
In Italia si trova molto bene e torna in Romania solo per vedere la mamma che è rimasta sola e che affronta con grande difficoltà la vita quotidiana poiché riceve dallo stato una pensione di quasi 200 €., dopo avere pagato affitto e bollette varie, non le rimane di che vivere.
Quando le spiego il motivo del nostro viaggio a Bucarest, la signora si commuove e ci ringrazia di cuore per quello che facciamo per la sua gente.
Tra una chiacchiera e l’altra siamo arrivate. Andreea ci attende al ritiro bagagli e ci accompagna in albergo, ceniamo in sua compagnia e dopo aver fatto il programma per l’indomani, andiamo a nanna, ci aspetterà una giornata di intenso lavoro.
Ci sono poco meno di 40 scatoloni colmi di giochi, dolci, abbigliamento, cancelleria, prodotti di igiene personale, alimenti per le mamme ecc. ecc. che attendono di essere sistemati e preparati per la consegna a Babbo Natale.
Alle 9,30 di sabato Andreea ci viene a prendere e ci porta al palazzo del popolo, per assistere al saggio di Natale della piccola Maria, che canta nel coro.
Il tutto per noi dura una mezz’oretta, poi prima di andare a casa dobbiamo fare un salto al Budimex a ritirare la lista dei bambini che sono ricoverati, ma che non fanno parte del nostro programma, affinché domani tutti possano ricevere i regali.
Appena entrata in reparto ecco la prima emozione, al di là del vetro vedo una ragazza giovane anzi giovanissima, china su di una piccolina che accarezza con una delicatezza struggente, è un gesto lieve ma ti penetra nel cuore e quando alza lo sguardo ed i nostri occhi si incontrano, tenta un timido sorriso, la tristezza è immensa, sono occhi che trasmettono un grande dolore che diventa immediatamente mio.
Improvvisamente vengo richiamata dalla mamma di Cosmina, l’ho conosciuta a Settembre , mi viene incontro piangendo disperata poiché alla sua bambina hanno cominciato a fare la morfina e per lei non ci sono speranze. “sono 7 mesi che sono in ospedale con la mia Cosmina, tanto dolore, speranze, sogni ed ora lei muore………..” L’arrivo dell’infermiera con l’elenco dei bambini ci toglie da una situazione di dolore immenso. Cerchiamo di consolarla e le promettiamo di rivederci all’indomani.
Alle mie spalle improvvisamente sento una voce “kiss mama kiss mama” mi giro ed un frugoletto di poco più di 2 anni mi si catapulta in braccio. La signora che parla e che scambio per la nonna in realtà mi diranno è una “sister” inglese, assiste il bambino che è stato abbandonato alla nascita e che ha vissuto in ospedale passando da un reparto all’altro.
Luis è il suo nome, ha due occhi neri enormi mi si stringe al collo e mi da un sonoro bacio, me lo stringo forte al cuore e mentre mi perdo in quegli enormi occhi penso a quanto sarebbe bello poter avere una bacchetta magica che ci faccia scomparire da quel posto e riapparire altrove…….
Quando lo rimetto a terra sento che se non esco immediatamente, non sarò più in grado di controllare le mie emozioni, ed è proprio quello che accade, le lacrime stanno scendendo copiose e mentre scendiamo le scale la gente mi guarda curiosa.
Andreea parla e le sue parole sono come macigni…….”quando la sister segue qualche bimbo è perché lo sta accompagnando verso la morte”………No! No! No! come può questo bimbo essere tanto sfortunato, perché Iddio permette che accada tutto questo…………..Ora sto singhiozzando senza più alcun ritegno, vorrei urlare… non voglio tornare mai più in questo ospedale………
Ho bisogno di sentire la voce dei miei cari, prendo il cellulare e chiamo , ma piango, piango talmente forte da non riuscire a parlare.
Quando riesco a calmarmi un po’ partiamo e ci dirigiamo a casa di Andreea, sarà sicuramente una durissima giornata.
Cominciamo ad aprire le scatole e a separare i vari pacchetti, “questa bambola è per Daiana, le costruzioni sono di Robert, questo bellissimo pigiamino mettilo nel pacco di Luis con la macchinina ed il peluches e tante, tante caramelle, per un giorno deve essere un bimbo felice.
E così per tutta la giornata, e, poiché le emozioni non erano bastate, ecco la nuova proposta………
“cosa dici Caterina se telefono alla mamma di Andreea se possiamo passare da loro un momento?”
Detto fatto siamo già in macchina cariche di doni per tutti…… in quella casa, questa notte “non sarebbe passato Babbo Natale”, ma come per magia, tutto è cambiato.
Arriviamo e sul marciapiede che ci aspetta c’è la mamma, grandi abbracci e lacrime di commozione, entriamo e cominciamo a salire le scale, mio Dio i gradini sono ancora più rotti e sporchi dello scorso anno, dobbiamo stare attente a dove mettiamo i piedi, ci ritroviamo finalmente al 3° piano entriamo in casa, che ormai conosciamo, ci viene incontro il piccolo Oria che sgrana gli occhini quando vede che dai sacchi che portiamo spuntano dei giochi, timidamente si avvicina e tocca il camioncino che sbuca al di sopra dei pacchetti con timore ci guarda negli occhi per avere la conferma che lo può prendere.
E’ un’esplosione di gioia e richiamata dalle urla del fratellino, dal minuscolo corridoio quasi aggrappata alla parete ecco arrivare la nostra piccolina (nota di Max: la bimba è quella cieca che lo scorso anno aiutammo nel blog con le maglie di Flipper e che alcuni di voi adottarono a distanza!).
….le sono cresciuti i capelli….è diventata più magra ma più grande…..con immensa gioia si lascia abbracciare e baciare; prese dall’entusiasmo parliamo tutte insieme e le nostre voci diventano tante per lei, sono voci sconosciute e si spaventa, si mette a gridare cercando un tocco a lei famigliare così la mamma la prende prontamente in braccio e la riporta nella camera dove la attende la nonna che cerca di tranquillizzarla.
Abbiamo scoperto che anche la nonna è ammalata di leucemia……..
Salutiamo tutti, la mamma non smette di ringraziare, stringerci e baciarci.
Per oggi credo di aver fatto il pieno di emozioni.
Torniamo in albergo. Inutile dire che ho passato la notte insonne, ho guardato il soffitto fino all’alba.
Quando ci vengono a prendere al mattino, tutti i pacchi sono stati depositati in una stanzetta dell’ospedale.
La mamma di Jonut ci viene incontro piangendo disperata e ci comunica che il bimbo è stato ricoverato d’urgenza in terapia intensiva per dei disturbi di cuore dopo essere stato colpito dalla polmonite. Le promettiamo di rivederla più tardi nel reparto dove è ricoverato il piccolo.
E’ l’ora di Babbo Natale, iniziamo dalla prima stanza ed è lì che ritrovo Luis che come mi vede mi si butta nuovamente fra le braccia, si farà stringere e coccolare per tutta la permanenza nel reparto. Io e Luis decidiamo che il nostro compito sarà quello di accompagnare le altre operatrici di Prometeo nella distribuzione dei regali, Luis darà ai bambini la tazza con le caramelle ed io il sacco dei prodotti per le mamme. E’ un compito che gli piace molto, sorride a tutti con la sua tazza in mano e dopo ogni consegna si stringe al mio collo come a cercare approvazione e diciamolo… una coccola e un bacio.
Passiamo di stanza in stanza, quanti bambini tutti così gravemente malati, quante mamme tutte con le loro storie cariche di sofferenza……
La piccola Daiana (2 anni) che deve camminare e non lo vuole fare, ma che questa mattina vuole mettere le calzine per poter incontrare Babbo Natale. Fra le tante cose, le viene regalata una bambola che lei abbraccia, stringe, vuole che prenda il latte dal biberon, quanto è felice questa bimba, questo è il momento di fermare il tempo……
Nel letto accanto c’è Ovidio (4 anni) un bimbo allegro che fa una grande festa ai regali che riceve mentre la mamma ci spiega che è innamorato di Marina (quasi 2 anni).
Marina è una bella bimba che aspetta in regalo una macchinina ed una pistola e che rifiuta le bambole.
La piccola Daria di soli 8 mesi sorride a tutti, la mamma è giovanissima, per la piccola le speranze sono poche …anche per lei tanti regali.
Fabian ci aspetta seduto nel letto ed è molto agitato perché sa che tra poco riceverà dai suoi amici italiani tanti regali: la mamma ci ringrazia.
In fondo al corridoio, nell’ultima stanza c’è Cosmina, non entriamo, lei sta molto male, hanno iniziato a farle la morfina, se penso a come era solo due mesi fa non posso sostenere lo sguardo, è un piccolo scricciolo in posizione fetale senza la forza di alzare la mano per un saluto……
Diamo alla mamma tutti i suoi regali, chissà, forse non riuscirà nemmeno a scartarli….
Nel frattempo sono arrivati i bambini che seguiamo e che in questo momento si trovano a casa, sono sicura che oggi sono felici di tornare in ospedale.
Lucian guarda il suo sacco dal quale spuntano tanti pacchetti, ci chiede se sono tutti suoi ed alla nostra conferma è un’esplosione di gioia, poi ci fa notare che hanno sbagliato a scrivere il suo nome sul pacchetto “rusciu” perché lui si chiama Lucian non Lucien.
Adriana non riesce a trattenersi, lei vuole i suoi “cadori”, avuti dispensa baci a tutti e poi via prima che qualcuno ci ripensi e glieli porti via.
Patricia sta diventando una splendida bambina, se penso che stava in un passeggino delle bambole (nota di Max: altra bimba aiutata anche tramite il blog!!!!!), ora è veramente splendida, tiene stretto il suo panettoncino, sbucava dal sacco dei regali.
Titu Gabriel ormai è un ometto, sta diventando grande, ritira il suo pacco, ringrazia e se ne va.
Arriva Leo accompagnato dalla nonna, come è cambiato, è diventato molto espansivo, tanti i regali per lui per la sorellina e per la nonna, poi si mangia un cioccolatino a forma di orsetto perché “gli deve dare la forza di portare i pacchi”. Ci fa una richiesta, “….quando torni da Babbo Natale gli devi dire che il prossimo anno gli deve portare il trenino di Tomas”…
Così uno dopo l’altro ritirano i loro regali e se ne vanno a godersi la bella giornata che anche questo anno siamo riusciti a regalare loro.
Nel tardo pomeriggio veniamo raggiunti dalla telefonata del papà di Antonia che ci vorrebbe incontrare, fissiamo l’appuntamento all’ingresso del parco e partiamo con i nostri sacchetti.
Antonia è cresciuta si è fatta una splendida bambina, parla e sorride con gli occhi, sulla bocca deve tenere una maschera speciale poiché in questo momento ha in corso un’infezione alla gola.
Gli occhioni neri sprigionano felicità alla vista dei regali, anche i genitori sono molto contenti, perché anche nella loro minuscola casa, Babbo Natale si era dimenticato di passare.
E’ arrivata sera, tiriamo le somme di quanto abbiamo fatto e certamente possiamo dire di avere regalato a tanti bambini un giorno speciale.
Domani torniamo a casa, lasciamo alle nostre spalle tanta, troppa tristezza, avremmo voluto cambiare loro la vita, ma non lo possiamo fare, sicuramente da oggi in poi faranno parte della nostra vita, dei nostri ricordi, dei nostri pensieri futuri e, come per magia, in questo momento entrano e prendono posto per sempre nel nostro cuore.
 
Caterina per Prometeo Progetto Budimex.
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