Natale 2013 – “E vissero…” - Associazione Prometeo

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Natale 2013: e vissero……

Questa mattina la sveglia è suonata all’alba, le valigie sono già state caricate in macchina, quindi non ci resta che partire per l’aeroporto, l’aereo decolla alle 8,10.
Effettuate le operazioni d’obbligo, passato il check-in si comincia a respirare un’aria diversa, l’emozione ci accompagna come ogni anno, proprio come fosse la nostra prima volta. Il volo è stato piacevole, i compagni di viaggio ottimi, alle 11,10 ora locale atterriamo a Bucarest, all’esterno la nostra Andreea ci aspetta in trepidante attesa. Abbiamo spedito in Romania ben 34 scatoloni colmi di ogni bene, e, con noi al seguito tre valigioni enormi oltre ai nostri bagagli personali. Il problema nasce quando vogliamo far entrare nel bagagliaio dell’auto tutte queste valigie, quando riusciamo a salire in macchina incastrati tra l’una e l’altra sembriamo tolti da un film di Fantozzi. A casa facciamo uno spuntino e poi iniziamo il nostro lavoro, i primi 16 scatoloni sono lì che ci attendono, i restanti 18 dovrebbero arrivare in serata, poiché è nato un problema con il trasportatore. Il tempo passa veloce, inizia a fare buio, sono le 18, le 19, arrivano le 20, ora il corriere non arriva più quindi torniamo in albergo e rimandiamo a domani la ricerca. Confesso di essere molto preoccupata, se non dovessero arrivare in tempo come faremo? Con questo pensiero affronto la notte.

Alle 9 Andreea ci aspetta alla reception, del corriere nessuna notizia, dovrebbe arrivare ma non si sa quando. Il mio cuore comincia ad alterare il battito e l’agitazione aumenta. Ho perso il numero delle telefonate fatte, email spedite alla direzione e quando ormai avevamo perso ogni speranza, accade il miracolo, una dirigente della società chiama per capire il perché di tanta agitazione, e quando le viene spiegato a cosa servono questa scatole, emana una procedura d’urgenza e alle 12,30 circa Babbo Natale ha la certezza di poter eseguire il suo lavoro.

Il lavoro è pesante, siamo stanchi morti, ma immensamente felici.

Come ogni anno la prima a ricevere i regali è la nostra piccola Andreea, una bimba di nove anni, non vedente, ammalata di leucemia, seguiamo questa bimba ormai da molti anni. Quando è ormai sera inoltrata suoniamo alla porta, la mamma ci viene incontro, ci abbraccia ed in tutti i modi possibili ci dimostra quanto è felice di vederci e quanto ci è riconoscente. Il primo a catapultarsi tra le mie braccia è Horia, il fratello gemello, dietro alle spalle ecco che sbuca la nostra bimba, si lascia prendere le mani, poi si lascia baciare,poi di scatto si gira e tastando la parete torna in camera, accende lo stereo e al suono della musica, canta e si dondola sul letto, avanti e indietro, avanti e indietro. Le diamo l’orso che profuma di fragola, lei lo annusa e lo stringe felice.

Horia nel frattempo toglie dalla scatola tutti i regali e li depone sul letto, è un susseguirsi di esclamazioni, ha ricevuto tra le tante cose una maglietta intima ed ora finalmente la può cambiare senza dover aspettare che la mamma gli lavi l’unica che possiede. Improvvisamente si allontana e torna con un libricino in mano che mi fa vedere orgogliosamente, è la sua pagella, in tutte le materie lui ha la “A” il massimo dei voti, non posso fare altro che stringerlo al cuore. La mamma aveva appena detto loro che non dovevano piangere perché forse quest’anno Babbo Natale non sarebbe passato, poi si siede a terra prende sulle sue ginocchia la bambina che comincia a recitare una poesia di Natale, se penso che solo poco tempo fa non la si poteva nemmeno sfiorare, che destino diverso avrebbe se solo potesse essere seguita, se potesse frequentare una scuola, imparare a leggere e scrivere, invece è condannata a questa esistenza, tutto questo lo vivo come un mio personale fallimento.

E’ stata una notte insonne, mille pensieri mi hanno tenuto compagnia.
Bucarest è diventata più caotica, il traffico è intenso e disordinato, le luminarie per le festività stridono in questo paese, sono tantissime ovunque guardi sei colpita da miriade di giochi di luci, le strade ampie sono illuminate a giorno e sembra di avere sopra di noi un tetto di luminoso.

Questa notte mentre inseguivo i miei pensieri, Babbo Natale ha visitato tutte le case di Bucarest, ora tocca a noi aiutarlo portando i doni ai bimbi ammalati.

Preparati cuore, non fare scherzi, oggi devi assolutamente essere forte!!!!!!

Il primo appuntamento lo abbiamo con il dottore che ci ragguaglia sulla salute dei nostri bimbi e sui cambiamenti di tutto l’anno. E’ inutile dire che è l’angelo per questi bambini, esegue il suo lavoro con passione, instancabile, ci spiega quali sono i suoi bisogni primari e come lo possiamo aiutare. All’esterno senti il cicaleccio dei bimbi in attesa di eseguire i loro controlli medici, e preoccupati di non vederci uscire.

Ma quest’anno avranno una splendida sorpresa perché Babbo Natale in persona sarà tra loro. Indossati barba e vestito, Rocco è pronto, è bravissimo, si è immedesimato nella parte, si intrattiene con i bimbi spiegando loro i vari doni che ha portato, non potevamo avere idea migliore. Si dia inizio ai festeggiamenti….

Nella prima stanzetta ci sono 3 bimbe, Lorena ha 4 mesi, il gemello è a casa con papà e la nonna, la mamma è giovanissima, la piccolina sorride e lo farà per tutto il tempo che resteremo nella stanza.

Fidan 2 anni è uno spettacolo a vedersi, parla con le mani e gli occhi, si muove con una grazia mai vista prima d’ora in una bimba tanto piccola. Quando è arrivata in ospedale non stava zitta un solo minuto ma dopo la prima chemio, la bimba non ha più parlato. I medici sono fiduciosi che al termine del ciclo della terapia dovrebbe tornare a parlare. Siamo solo all’inizio della prima stanza e questa piccolina mi sta già facendo perdere il controllo, guardo le manine piene di ematomi, bluastre, sembra che il sangue non scorra in questo corpicino, lei continua a cercare le mie, a stringermele, cerca il contatto fisico, si appoggia con tutta se stessa a me, mi guarda e mi parla senza aprire bocca. Per fortuna c’è Babbo Natale ad aiutarmi, non so dove sarei finita…. La terza bimba è grandicella, è molto ammalata, la mamma ci parla in italiano, ci dice di essere stata tre anni a Roma a fare la badante, ora è dovuta tornare a casa per assistere la figlia.

I due bimbi che occupano la seconda stanza sono molto piccoli, uno è in posizione fetale, dorme con la sua cannula della chemio inserita nel braccio, i due genitori al bordo del letto sono molto preoccupati, hanno lo sguardo perso nel vuoto. L’altro invece è sveglio ed è felice di essere fotografato con Babbo Natale, controlla minuziosamente i suoi regali e non potete immaginare l’esclamazione di stupore e di gioia quando toglie dal sacco lo spazzolino da denti ed il dentifricio. Anche questa mamma è giovane, troppo per affrontare un così grande dolore.

Stanza dopo stanza regaliamo a questi bimbi sorrisi ed un momento sereno.

Alexandru ha 15 anni, gli è stato amputato il braccio destro all’altezza della spalla, Tudor invece di anni ne ha 19 e a lui è stata amputata la gamba sinistra appena sopra il ginocchio. I due hanno fatto comunella e appena saputo che fuori dal reparto ci sono due ragazze, se vanno sorridenti insieme.

Simona ha 2 anni ed ha paura di Babbo Natale, gira il visino dall’altra parte cercando di nascondersi, si aggrappa alla mamma, ma appena scorge il pupazzo di Minnie, della quale è innamorata, si gira felice. I genitori sono l’immagine vivente della disperazione, sono giovani non sono preparati alle difficoltà che la vita li sta sottoponendo. La piccola è tra gli ammalati più gravi del reparto, infatti è da sola in una minuscola stanzetta.

In quella accanto pure lui solo, c’è Stefan 3 anni, completamente senza capelli, il colore della carnagione grigiastro, occhioni impauriti, ma che prendono vita appena scorge tra i suoi regali una macchina e pure lui estasiato a rimirare lo spazzolino da denti.

Ora Tocca ad Ana Maria la mamma non c’è e la signora che sta al letto accanto ci dice che la bimba ha 2 anni, disperatamente cerchiamo il suo sacco che non si trova, decidiamo di preparargliene uno velocemente con tutto quello che abbiamo portato per eventuali emergenze e glielo portiamo. La bimba è felice e con Babbo Natale toglie tutti i suoi doni, ma ecco che appare sulla porta l’infermiera che la chiama Adelina ci guardiamo e lei per tutta risposta ci dice che si chiama Ana Maria Adelina.

Cosa potevamo fare se non darle doppia dose di regali… quei due occhi furbetti credo non li dimenticheremo tanto facilmente.

Stanza dopo stanza portiamo a termine il nostro compito, ora ci attendono i nostri bimbi che sono venuti in ospedale ma che poi tornano a casa.

Antonia è accompagnata dalla mamma, lei è diventata ormai grande, sta bene di salute ma ha dei problemi con la scuola, ci regala dei disegni, non riesce a parlare, sussurra con un filo di voce.

Leo accompagnato dalla nonna e da una sorellina più piccola, come ogni anno è felice quando vede la macchina telecomandata ha un’esplosione di felicità.

Lucian diventa ogni giorno più grande, i controlli medici fatti hanno dato buon esito, ci consegna i suoi disegni e tutto felice se ne va con i suoi regali.

Ana Maria, anche se sta bene fisicamente è uno scricciolo di bambina, la mamma ci fa una richiesta, la bimba a Natale dovrà fare una recita a scuola e lei dovrà essere la principessa dell’inverno, ma lei non è in grado di comperarle il vestito e quindi timidamente ci chiede se qualcuno di noi ne ha uno. Ana Maria x Natale indosserà un vestito da principessa nuovo e per un giorno sarà immensamente felice.

Arriva Ovidio accompagnato dalla mamma, il bimbo è diventato molto socievole, anche per lui tanti regali, foto di rito con Babbo Natale e via a fare i controlli medici.

In attesa del suo turno Adriana seduta su una piccola sedia in corridoio, si sottopone all’aerosol, ogni volta che le passo accanto mi prende le mani e me le stringe forte , come a volermi ricordare che lei è li e che non mi devo dimenticare.

Questa bimba ha un dono speciale, ti parla con gli occhi, due splendidi occhioni scuri che ti scrutano nel profondo e quando sorride sono un’esplosione di luce.

L’ansia è tanta e lei non resiste più, si toglie la mascherina e reclama i suoi doni.

In disparte tutto questo tempo è rimasto Jonut Marius, serio serio, guarda e controlla tutti, quando tocca a lui toglie dalla tasca la sua macchina fotografica e immortala per primo Babbo Natale poi il resto della compagnia. La mamma ci dice che appena tornato a casa farà il giro del villaggio a far vedere a tutti le sue fotografie.

Nicolae è stato trasferito nel reparto di chirurgia, è stato operato ad una gamba. Lo troviamo disteso sul suo letto, la gamba destra ingabbiata e collegata ad alcuni elettrodi. Babbo Natale dispensa i suoi doni e lui tutto felice ci comunica che il pallone lo userà quando potrà tornare a camminare.

Credo che anche quest’anno possiamo dire di aver raggiunto il nostro obbiettivo. La presenza di San Nicolaus, la felicità di tutti questi bimbi ha dato un sapore particolare alla nostra festa. I bambini sono tantissimi, di alcuni non ne abbiamo parlato per rispettare la gravità della loro malattia.

Ed ora come in ogni favola che si rispetti il finale non può che essere:
“che tutti possano vivere felici e contenti”.

Caterina x Prometeo
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