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REPORT: VIAGGIO IN ROMANIA DEI VOLONTARI
DELLA PROMETEO. BUDIMEX: REPARTO DI ONCOLOGIA PEDIATRICA.
Ionut ha 8 anni e ci aspetta all’ingresso del reparto. Non vede l’ora di ricevere i regali anche se l’emozione più grossa è quella di farci vedere che ha ripreso a camminare. Lo scorso anno lo trovammo a letto, dopo che per un brutto tumore gli avevano asportato la gamba sinistra. Quest’anno grazie ad una protesi ci attende raggiante. Lieto di essersi riacquistato quella libertà negata. Di giocare, camminare, correre, come tutti i bambini dovrebbero fare.
Torniamo al Budimex di Bucarest per il terzo anno consecutivo in occasione della festa di San Nicolaus, il locale Babbo Natale che porta a tutti i bambini dolci e doni. Essendo appunto la terza volta l’effetto sorpresa ce lo siamo giocati. Resta intatta la gioia e l’euforia che pervade il reparto di oncologia pediatrica, l’unico in tutta la Romania, dove bimbi da zero a 18 anni affrontano mali più grandi di loro, il più delle volte imbattibili, in una realtà dove non ci sono macchine per fare la chemioterapia e le più elementari terapie sono disponibili a mesi alterni.
L’ospedale è stato ridipinto di nuovo. La vernice colora le pareti di fresco terminando misteriosamente proprio davanti alla porta del reparto. Lì nessuno ha dipinto né ristrutturato nulla.”Tanto a cosa serve…”.
Denisa ha appena compiuto tre anni ed il male che la attanaglia la rende particolarmente sofferente. Scarta voracemente i regali salvo arrestarsi quando trova i pennarelli. Un sorriso generoso e via si mette a disegnare, riempiendo i fogli coi colori dell’arcobaleno, mentre la mamma piange guardando il suo scricciolo felice, come da tempo non lo vedeva.
Diana ha quasi 12 anni. E pesa 20 kg.. A fatica apre i pacchetti regalo da cui toglie una bambola a cui regalare generose coccole. D'altronde è sempre così con lei, non chiede sostegno ma è lei a dare agli altri la forza per guardare avanti. Per combattere il male scrive poesie. Che regala a chiunque incontri. Il giorno dopo la piccola è stata malissimo a tal punto che i medici temevano non superasse la giornata.
Patricia invece è un simbolo di speranza. Lo scorso anno era così minuta che la mamma usava il passeggino della sua bambola per scarrozzarla tra le corsie dell’ospedale. Quest’anno è una bella bimba grassottella, che gioca a fare la timida davanti alla macchina fotografica. Poco distante da lei l’ospite più piccolo, un bimbo di 6 mesi la cui diagnosi, linfoma maligno è inequivocabile.
Le mamme che stanno in reparto dormono nello stesso letto dei bambini e deperiscono insieme a loro. Tutte non hanno i 4 euro necessari per permettersi almeno un pasto caldo al giorno e così sopravvivono con le poche provviste portate da casa.
Per tutti i bambini ricoverati regali in quantità. Per molti bimbi trattasi della prima macchinina o della prima bambola ricevuta in tutta la propria vita. A tarda sera raggiungiamo una palazzina di quasi 300 appartamenti. Un alveare. Sporco e fatiscente. A non so più quale piano troviamo un decoroso bilocale, caldo, caldissimo. In un letto che appare ancora più grande di quello che è, una bimba, Andreea, di anni 4 cerca a tastoni il piatto che ha appoggiato sulle gambe. E’ cieca dalla nascita. A causa di una radiografia fatta alla madre durante la gravidanza. “Sembra un pulcino che becca il grano”. Picchietta il piatto e quando lo trova si porta alla bocca un pezzo di biscotto. La testa è senza capelli, effetto collaterali dei pesanti farmaci citostatici, così come il gonfiore del viso. La bimba sente le voci straniere riempire la stanza e lancia un grido di paura, rifiutando con un gesto secco il peluche che la mamma le mette in braccio. Ci vorrà tempo per calmarla, mentre il fratellino gioca con il nuovo camioncino. Lui non può uscire da casa, anche se è sanissimo, per la paura che porti dentro chissà quali germi.
Fuori da qua la Bucarest di sempre. Beffardamente illuminata a giorno dalle luci di Natale con il centro città tirato a nuovo ed i bimbi di strada sfrattati dalle vie dei negozi e mandati nelle periferie. Dove diventando meno visibili, automaticamente diventano invisibili agli occhi della gente.
Romania: due buone notizie.
Permettetemi di ringraziare il Lions Club di Lovere che ha dedicato il proprio Service, dopo una mia conferenza sulla pedofilia, proprio al Budimex. Grazie a loro abbiamo acquistato le prime due macchine per la chemioterapia, che non appena saranno in funzione andremo ad inaugurare (magari comprandone subito almeno un’altra).
Ringraziamo poi l’aeroporto di Cuneo (e soprattutto Gianmaria di Prometeo Cuneo e la dr.ssa Anna Milanese della Geac S.p.A. ).
L’aeroporto darà alla Prometeo un contributo di euro 1.500 che utilizzeremo per il progetto “madri”, per creare cioé una piccola cucina per le mamme dei bimbi Inoltre in aeroporto fino ad aprile 2009 sarà presente uno stand con i nostri libri.
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