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La presenza di vere e proprie reti di pedofili non è più, cronache alla mano, una eccezione per il nostro paese, ma una triste e concreta realtà.
In molti casi a farne le spese i bambini rom, sicuramente meno tutelati di altri e per questo classificabili come bambini di “serie b”.
Vera e propria “carne da macello” per chi oggi in Italia pratica una sorta di “turismo sessuale interno”, ovvero non deve più necessariamente prendere un volo aereo ed andare a Bucarest piuttosto che a Bangkok o a Recife, ma si può spostare in quelle città dove i campi nomadi forniscono quel materiale umano, dall’età media di 6/ 7 anni, che soddisfa le loro più folli deviazioni.
Due anni fa alle porte di Torino furono trovati, in una fabbrica dimessa, un centinaio di piccoli, “importati” dalla Romania. Nutriti letteralmente a pane ed acqua, la notte venivano incatenati dai loro aguzzini per evitare che scappassero.
Durante il giorno dovevano chiedere l’elemosina e rubare nelle vie cittadine mentre al calare della sera erano forzati a soddisfare i turpi desideri dei numerosi clienti di ogni età.
Pochi giorni dopo emerse lo stesso fenomeno a Bergamo, Brescia, Verona e Milano: città le cui strade si erano letteralmente riempite di bambini e ragazzini.
A Bergamo fu bloccato un gruppo di pedofili che in cambio di soldi comprava i bambini al locale campo nomadi (oggi smantellato) e dopo averli drogati, li abusava, immortalando le prede ad uso e consumo di migliaia di maniaci sessuali collegati in internet. A Verona accadde lo stesso, mentre la città si riempiva di piccoli vagabondi senza fissa dimora. Mentre a Milano le vie del centro furono letteralmente invase da bimbi storpi e malati indirizzati all’accattonaggio ed altri “più in forma” destinati alla prostituzione.
Completamente assente per questi bambini la possibilità di aver una famiglia “regolare”. Impossibile l’accesso ad una scuola. Per loro solo strada ed angherie.
A prescinderne dalla città dove questi fatti sono accaduti, restava e resta tutt’oggi, la mancanza totale di una reale tutela nei confronti di questi bimbi ed un quesito che in modo più o meno spontaneo ci facciamo tutti quanti:
se sopravviveranno, che adulti diventeranno questi ragazzini cresciuti solo a miseria e violenza?
Massimiliano Frassi
Presidente Associazione Prometeo
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