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Campagna di adesione AMICI di PROMETEO

 Intervento di Richard Armitage sull'Herald Tribune - "Gli istituti restano istituti, i bambini devono crescere in famiglia".

 Quando il comunismo è crollato in Europa nel 1989, il mondo ha scoperto con un certo shock la piaga di migliaia di bambini abbandonati in Romania. Immagini di questi bambini e delle condizioni in cui vivevano sono diventati un elemento catalizzatore per le iniziative umanitarie. Organizzazioni europee e americane si sono mobilitate per gli aiuti. Molti americani hanno anche aperto le loro case per dare a questi bambini una famiglia, amore, e il futuro che meritavano. Più di dodici anni dopo, la situazione dei bambini abbandonati in Romania è molto migliorata. Molti di loro sono stati adottati e ora crescono bene nei nuovi contesti familiari, in Romania o all’estero. Per quei bambini che rimangono, squallidi istituti sono stati rimpiazzati con strutture più moderne e pulite, e con operatori sociali che aiutano la loro crescita. Questi miglioramenti sono stati fatti in parte grazie all’aiuto del governo americano e dell’Unione europea, in parte grazie a organizzazioni del privato sociale che continuano ad avere a cuore la condizione dei bambini della Romania. Sebbene orgoglioso del nostro ruolo in questo impegno, gli istituti, sebbene migliorati, restano istituti. In termini di principio e in base alla nostra lunga esperienza, crediamo che questi istituti dovrebbero essere solo un luogo di passaggio prima di poter collocare i bambini abbandonati in famiglia, in Romania, quando possibile, o altrimenti in altre famiglie ovunque si trovino. Ecco perché siamo così preoccupati per il voto di approvazione, il 15 aprile scorso, da parte del Senato romeno, in merito a una legge che si prefigge tutto tranne la possibilità dell’adozione internazionale. Se approvata dalla Camera dei deputati e convertita in legge, questa decisione priverebbe i bambini abbandonati della Romania della possibilità di una vita migliore che invece meritano. Certo comprendiamo le ragioni della Romania, quando ha imposto la moratoria sulle adozioni internazionali nel giugno 2001. Quella moratoria doveva essere temporanea, per impedire che fosse manipolato un già debole sistema-adozioni, e porre fine allo sfruttamento dei bambini. Sfortunatamente non abbastanza famiglie rumene sono in grado o lo saranno di accogliere in famiglia tutti i bambini abbandonati e molte famiglie straniere, incluse quelle americane, vogliono solo che sia data a ognuno di questi bambini una possibilità nella vita. E credono, esattamente come me, da genitore adottivo, che i bambini debbano essere cresciuti in famiglia e non negli istituti. Per i bambini che restano negli istituti e per quelli che vi saranno ospitati domani, la proposta di legge del governo rumeno sarebbe una tragedia. Per il loro bene la legge dovrebbe essere cambiata e le adozioni internazionali dovrebbero essere ancora permesse, seppure con le dovute tutele.

Richard L. Armitage, vice segretario di Stato americano -
Herald Tribune, edizione di sabato 24 e domenica 25 aprile -