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LE VOSTRE TESTIMONIANZE
I miei genitori, troppo intenti a litigare tra loro, mi lasciavano ogni giorno dalla vicina di casa.....una donna di 30 annni. Questa signora ha abusato sessualmente di me per anni…non usava la violenza fisica…lei l’ho definiva “il nostro gioco”…ma, se mi rifiutavo di giocare, minacciava di dire a mio padre che ero stata monella…ed io, per paura, continuavo a giocare a quel gioco che non capivo, ma che sapevo non mi piacesse…
Ho vissuto i primi dieci anni della mia vita in silenzio…in disparte…senza mai parlare…ho anche perso tutti i capelli… A casa mia nessuno si è accorto di nulla…al silenzio si diceva che ero una bambina timida, alla perdita dei capelli si diceva che ero magra e mi si faceva una cura ricostituente.
Gli abusi sessuali sono andati avanti per anni, ogni giorno…nessuno mi è mai venuto a salvare…
Non ho mai avuto il coraggio di dirlo a mio padre o ad altre persone…sia per la paura di non essere creduta e sia per il senso di colpa che mi portavo dentro…
A dieci anni sono entrata in una squadra di atletica e ho cominciato a viaggiare per tutta l’Italia, diventando campionessa nazionale di marcia. Questo mi ha portato via da quella casa degli orrori, da quella donna malata, da quel “gioco” perverso, dalla famiglia che non ho mai avuto e che non mi ha mai protetta…
Ho vissuto fino l’età di vent’anni senza ricordare nulla…ho avuto la cosiddetta “rimozione” totale dei primi dieci anni della mia vita.
Un giorno ho cominciato ad avere degli incubi, dei flash, delle scene nella mia testa…non riuscivo a distinguere la realtà dal sogno… Ho cominciato a ricordare frasi, odori, colori, sensazioni….
In poco tempo ho ricordato tutto nei minimi dettagli…
Ho vissuto tutta la vita con quel senso di sporco, di sbagliato, di colpa, di vergogna, di omertà che io ho imposto a me stessa… Ho vissuto male…
Ho impiegato tutta la vita per capire che io ero la vittima…che io non ero sporca…che io non avevo nessuna colpa…che io non potevo decidere, né oppormi… Ho capito realmente queste cose quando è nato mio nipote…quando, tenendolo tra le braccia, ho capito che i bambini sono indifesi, sono creature innocenti, angeli…i bambini non hanno mai colpa di nulla…
Ho impiegato tutta la vita per capire che il silenzio uccide…che non sono io a dover provare disagio e vergogna nel raccontare, nel parlare, nel denunciare …
Ho raccontato la mia storia alle persone che amo e, oggi, ho deciso di raccontarla a voi perché voglio che il dolore e l’umiliazione e l’inferno che io ho vissuto possa servire a qualcuno…
Anonima.
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