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Riceviamo una lettera dall’amica Terrie Light della sezione di San Francisco del gruppo Survivors’ network of those abused by the priests, che parlò per la prima volta in Italia, ad un nostro convegno, dello scandalo della pedofilia nella chiesa U.S.A. pochi mesi prima che il Boston Globe lo facesse emergere.
Caro Max e Amici della Prometeo,
voglio esprimere ancora una volta la mia gratitudine per avermi invitata alla conferenza l’anno scorso. E’ stato bellissimo incontrare tutti voi ed avere l’opportunità di visitare posti così belli e apprezzare buon cibo. Quando ero a Bergamo il dicembre dello scorso anno (2001 ndr.) il movimento attivista per attuare cambiamenti nella Chiesa Romana Cattolica degli Stati Uniti era agli sgoccioli. Molte delle vittime si erano allontanate disgustate ritenendo che non fosse possibile che tale cambiamento avesse luogo. Vi parlo dei miei sforzi con il Vescovo locale per mettere in atto la cooperazione da parte dei funzionari religiosi con la polizia nei casi di denuncia di abuso sessuale di un minore. Vi parlo inoltre degli sforzi di questo Vescovo nell’offrire cura e supporto alle vittime. Tuttavia, molti altri Vescovi non hanno condiviso tali sforzi. La maggior parte dei Vescovi non ha fatto nulla per proteggere i bambini e niente affinché questi preti criminali fossero perseguiti.
Per una coincidenza fortuita, proprio mentre ero da voi per fare la mia presentazione, un piccolo gruppo di giornalisti detective del quotidiano Boston Globe stava lavorando su una storia. Stavano per scoprire lo sporco segreto della Chiesa Cattolica istituzionale. Il segreto che essa sapeva dei propri preti pedofili, aveva mentito ai genitori, spostato tali preti in altre parrocchie così che questi mostri potessero aggredire ancora ed ancora. Non si era trattato del caso di un lupo travestito da pecora, ma di un lupo travestito da pastore. Il 6 gennaio 2002 il Boston Globe ha pubblicato la sua storia sul prete pedofilo Fr. John Geoghan e sulla sua copertura da parte del Cardinale Bernard Law. Questa è stata la miccia e il combustibile erano tutte le vittime che sapevano la verità di questo enorme scandalo messo a tacere. Durante la notte i media stavano occupandosi della storia in una città, poi in 6, poi in 30 e poi molte altre ancora. La nostra piccola organizzazione di volontari SNAP è stata inondata di chiamate da parte delle vittime e dei mezzi di comunicazione. Le vittime si facevano avanti a centinaia, una dopo l’altra raccontando di tutti questi preti che erano stati lasciati nelle parrocchie in posizioni dalle quali potevano trovare la loro nuova vittima. Con il passare delle settimane, si è fatto chiaro che l’autorità morale della Chiesa Cattolica Americana era in rovina. I Cardinali sono stati richiamati a Roma per spegnere il fuoco e fermare lo scandalo. L’impeto delle vittime che rompevano il silenzio e la volontà dei media di mantenere alta la pressione sulla chiesa istituzionale ci ha portato a Dallas in giugno. Laici Cattolici protestarono che i Vescovi avevano messo i bambini in pericolo di essere sessualmente abusati per proteggere l’immagine della chiesa. I genitori cattolici hanno fatto sapere ai Vescovi che richiedevano l’attuazione di linee di condotta che tengano i preti pedofili lontano dai bambini, li rimuovano dal sacerdozio e permettano che siano perseguiti dalla legge come qualsiasi altro pedofilo. I genitori si sentivano indignati del fatto che i Vescovi si erano considerati al di sopra della legge. Da tutto ciò è nato l’Atto di Dallas per la Protezione dei Bambini. I Vescovi americani stanno presentando questo Atto al Papa proprio nella settimana in cui vi sto scrivendo questa lettera. Gli analisti del Vaticano ritengono che il Papa autorizzerà almeno alcune delle clausole dell’Atto. Da giugno e dall’incontro di tutti i Vescovi americani a Dallas c’è stata un’ondata di supporto alle vittime di abusi sessuali da parte dei preti. I Vescovi di tutto il Paese stanno rivedendo le proprie politiche, rimuovendo i preti pedofili dallo loro posizioni nelle parrocchie, offrendo servizi di supporto alle vittime e ai loro familiari, e rivelando i nomi dei preti pedofili alla stampa o alla legge. Molti di noi nel movimento patrocinante sono cautamente ottimisti che ci possa essere un cambiamento reale e permanente in come la chiesa risponde ai casi di abuso sessuale di minori. Essendo stata seduta nella sala a Dallas con molti Vescovi e Cardinali, ho i miei dubbi. Il mio timore è che stiano solo reagendo alla paura di perdere i soldi da tutti questi parrocchiani oltraggiati, alla paura di essere sotto i riflettori dei media, alla paura di essere accusati loro stessi di criminalità. Mentre stavamo condividendo con loro le nostre storie di vittime e mentre una madre ha raccontato che suo figlio si era suicidato dopo che era stato molestato dal prete della sua parrocchia, questi Vescovi sedevano lì immobili, distaccati e senza emozioni. Sedevo lì in silenzio, pregando che i loro cuori e i loro spiriti fossero toccati dal dolore e dall’angoscia che sono causate quando questi preti violentano il corpo e l’anima dei bambini. Il tempo dirà se quella preghiera è stata esaudita. Per tutti voi in Italia, mentre combattete la vostra battaglia contro la pedofilia ricordate che questo problema con la chiesa è un problema internazionale. In alcuni casi i Vescovi hanno trasferito i preti pedofili oltre i confini internazionali. Alcuni di questi preti sono sfuggiti all’incriminazione fuggendo dagli Stati uniti. Un gruppo di vittime sta effettuando una presentazione di fronte alle Nazioni richiedendo la censura del Vaticano per non avere protetto i diritti dei bambini. Chiediamo il vostro supporto per tenere sotto pressione il Vaticano affinché sradichi tutti i preti pedofili, che essi siano negli Stati Uniti, Australia, Canada, Messico, El Salvador, Nigeria, oppure in Italia. Terrie Light “Survivors network of those abused by the priests” – U.S.A. |
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