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Questo è il mio racconto che ho deciso di condividere, spero che sia di aiuto ad altre persone che hanno attraversato le stesse dolorose esperienze, come per me è stato utile leggere e sentire il coraggio delle altre testimonianze. Sono passati ormai sei anni da quando sono riuscito a riconnettere la mia storia e sono stato in grado di raccontarmi quell’episodio che ha danneggiato per molto, troppo tempo, la mia vita. Ero un bambino piuttosto piccolo e, date alcune difficoltà attraversate temporaneamente dalla mia famiglia, trascorrevo molto tempo da mia zia che mi ha accudito con l’amore e la sensibilità che si potrebbero dedicare ad un figlio. Purtroppo lei non poteva sapere dell’aberrazione che viveva vicino a casa sua, in cui invece io sono incappato durante il mio girovagare di bambino. Con la scusa del regalo di una figurina questo misero e viscido individuo mi ha intrappolato e ho dovuto subire da questo schifoso delle molestie, fatte dal suo raccapricciante strusciarsi su di me dopo avermi spogliato. C’è stato solo un episodio, non essendo mai più tornato nei dintorni di quella casa. Dopo, a partire dall’adolescenza, c’è stata una lunga storia di difficoltà comune a quelle raccontate da tanti altri, fatta di somatizzazioni, sintomi di ansia e depressione, e soprattutto la sensazione di danneggiamento in quell’area così umanamente fondamentale che sono le relazioni con gli altri. Poi sei anni fa, ricordo esattamente ancora l’attimo preciso, mi sono detto basta e il muro che avevo costruito intorno a quell’evento è crollato, così semplicemente. E ricordo anche esattamente come per la prima volta ho avuto la sensazione esatta della bruttura che avevo subito, e ho sentito tutto lo schifo, il dolore e la rabbia bruciarmi dentro. Ma mentre sentivo per la prima volta pienamente tutte queste sensazioni, mentre capivo in maniera esatta quella bruttura e la definivo, allo stesso tempo mi accorgevo per la prima volta di tutto quello che di pulito c’era al di fuori dei confini di quello schifo, della bellezza che potevo trovare nel resto della vita, che c’erano cose per cui valeva la pena di sopravvivere. Ho sentito quella porzione di controllo che potevo esercitare sulla mia vita e ho deciso di fare qualcosa. Tramite un incontro con uno psichiatra sono entrato in contatto con un avvocato, difensore civico della mia città, che si è occupato di molti casi simili. Dopo aver valutato tutti gli elementi insieme abbiamo deciso che avrei denunciato la cosa ai servizi sociali della mia città, l’avvocato mi disse che poteva essere un sistema utile per attivare un monitoraggio su bambini che eventualmente potevano gravitare in quell’ambiente, e in caso di un eventuale riscontro la mia testimonianza sarebbe stata il colpo di grazia. Io ho lasciato la mia disponibilità totale e per sempre a fornire quella testimonianza; una volta ho incrociato lo scarto umano che mi ha molestato gli ho detto guardandolo in faccia che l’avrei aspettato al varco. Quello che aveva prospettato l’avvocato non si è ancora verificato, e dopo sei anni nessuno ancora mi ha contattato, e questo è troppo frustrante a volte da sopportare; ma io sono ancora qui e dalla promessa che ho fatto non mi smuovo.
Certo ancora non tutto è sempre superato e a volte si fatica, spesso l’ombra di quel giorno ingiusto si proietta sul presente, nell’interminabile esitazione all’inizio di ogni nuova relazione, nei periodi di umore cupo. Però sono tante le cose che illuminano la scelta di aver voluto sopravvivere, per me l’ultima è stata aver trovato su Prometeo le testimonianze di tanti altri, quanto coraggio ho letto. Non è stato solo il sentirsi meno soli ad avermi colpito, ma soprattutto la percezione della forza sprigionata da quelle parole, la forza gigantesca di chi le ha scritte. Ho deciso di ricambiare lasciando la mia di storia, spero che sia utile ad altri come le altre sono state utili per me. Grazie.
Yuri |
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