Quando si saluta un Angelo… - Associazione Prometeo

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Due interventi di Massimiliano Frassi per “salutare” due piccoli del Budimex,
“volati via…”


Ciao Piccolo,

ieri ci hanno scritto che improvvisamente le tue condizioni sono peggiorate e che pare che un nuovo tumore si sia manifestato dentro te. Oggi ci hanno detto che sei stato operato e che adesso starai meglio. Di più non sappiamo, poiché ancora non siamo riusciti a parlare con il Medico.

Certo quell’ultima frase, “è ricoverato da solo” ci ha fatto ancora più male. Perché a 5 anni quando si combatte contro non dico un tumore, ma anche la più banale dell’influenze, pensare di non avere accanto a sé la propria madre, rende quel male, grande o piccolo che sia, ancora più forte, doloroso, imbattibile forse.

Sai in questi casi vorremo veramente prender un aereo, accoglierti tra le nostre braccia e portarti via da lì.

“Ladri di bambini”, come in quel vecchio film di D’Amelio, col carabiniere che deve accompagnare due bimbi vittime di gravi abusi in un orfanotrofio e per averli portati al mare un giorno, donando loro un momento di svago, rischia di essere incriminato per rapimento.

Per ora ti mando il mio pensiero più bello. Anche se a distanza, l’abbraccio più forte. Non so se lo sentirai, se hai già imparato ad ascoltare il cuore. Forse sei ancora troppo piccolo. Spero solo che non ti facciano troppo male. Che quel sorriso tuo, sempre vivo e allegro, non venga spento da nessun farmaco, nessun dolore. In attesa di restituirti, con gli interessi, quella serenità che chi ti ha abbandonato, si è illuso di sottrarti per sempre…..

Siamo tutti delle case.
Alcune imponenti altre più deboli.
Condomini o capanne. Dipende da dove siamo nati. Da cosa siamo diventati. Dagli eventi. Subìti, imposti o scelti.
Per mia natura mi sono sempre trovato più a mio agio dentro certe fragili casupole.
Apparentemente scarne, in realtà molto più ricche di tante altre.
I broccati e gli argenti poi mi hanno sempre messo ansia. E per questo non li ho mai amati fino in fondo.
Iris (nome fittizio) era pure lei una casa.
Piccola. Minuta. Simile a quella di paglia e sterpaglie che i tre porcellini costruiscono nella prima parte della loro storia e che basta poco, al perfido lupo, per spazzare via.
Un respiro profondo. A pieni polmoni e poi giù. Un vento forte, ingeneroso, che senza nemmeno impegnarsi troppo distrugge il lavoro, l’impegno, la volontà di chi ci ha messo del suo. Per costruire, lottare. Vivere.
Il vento freddo del lupo ha raggiunto Iris una notte, di qualche luna fa.
L’ha presa alle spalle, senza che nemmeno se lo potesse aspettare.
Perché è codardo, il lupo.
E’ facile vincere quando non si gioca ad armi pari. Quando non c’è nemmeno il coraggio di guardarsi in faccia e di battersi.
Iris era una piccola anonima ospite dell’ospedale Budimex di Bucarest. Reparto di oncologia pediatrica. E proprio al Budimex ha chiuso la parte terrena del suo viaggio.
Lì la casa ha provato a mettere le sue radici. Lì hanno cercato di proteggerla. Costruendole un recinto che però non è servito a salvarla.
Impossibile, forse, se la casa ha pochi anni d’età. Oggi però che ci ricordiamo di lei vediamo che al lupo non è rimasto nulla. Forse ancora un po’ di fiato, chissà, magari sufficiente per portarsi via un’altra piccola casa. Ma nient’altro che quello. Di lui non si ricorderà nessuno. Nessuno lo piangerà. Nessuno gli dedicherà una preghiera. Un pensiero.
Iris invece ha viaggiato dentro parecchi cuori e lì, ne sono certo, ha lasciato il meglio di sé. Le sue vere fondamenta.
Quelle che la vita le ha concesso di costruire, in un modo diverso dal solito. Non per questo meno eterno………buon viaggio piccina……
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